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Il progetto SANPEI II (Sano come un pesce biologico italiano II: valorizzazione delle produzioni da acquacoltura biologica nell'ambito della ristorazione collettiva pubblica) si pone come ambizioso obiettivo generale quello di contribuire al rilancio dell'acquacoltura nazionale, favorendo la transizione verso modelli economici sostenibili, tra cui ha un posto di rilievo l'allevamento ittico biologico, e la conquista di nuovi mercati, tra cui la ristorazione collettiva pubblica, come testimoniato dai confortanti risultati del precedente progetto SANPEI.

L'acquacoltura biologica, dal punto di vista delle produzioni, rappresenta ancora, a differenza dell'agricoltura e della zootecnia terrestre, un mercato di nicchia: nel 2009 le produzioni biologiche globali rappresentavano solo lo 0.1% delle produzioni totali da acquacoltura. Tuttavia, le previsioni sono di grande crescita e sviluppo del settore, pur restando aperte una serie di problematiche.

C'è grande fervore attorno la tema della regolamentazione dell'acquacoltura biologica europea, attualmente facente capo all'unico Regolamento CE 710/2009, in fase di revisione critica. Alcuni temi specifici hanno attirato l'attenzione dei partecipanti al progetto SANPEI II, con l'obiettivo di fornire risposte adeguate al mondo produttivo:

1) La messa a punto di protocolli di allevamento biologico per le prime fasi del ciclo vitale delle specie ittiche oggetto di acquacoltura (stadi larvali e giovanili), con particolare riferimento all'origine di uova/giovanili utilizzati per le fasi di ingrasso. Le specie oggetto del progetto sono spigola ed orata. Attualmente, infatti, si sopperisce alla scarsissima disponibilità di avannotti biologici con l'utilizzo di avannotti da sistemi tradizionali (intensivi o iperintensivi). Oltre alla contraddizione in termini di avviare al biologico un organismo che abbia condotto una parte fondamentale del suo sviluppo in sistemi ad alta densità, dove l'uso di antibiotici non ha le stesse limitazioni, si pone il problema di dover far fronte alla mancanza di pool di giovanili biologici in tempi molto brevi. La deroga all'uso di giovanili non biologici, infatti, dovrebbe essere abolita a partire dal 2015.

2) La corretta definizione delle densità specie-specifiche, al fine di garantire il benessere animale.

3) La definizione di standard qualitativi per i prodotti da acquacoltura biologica, necessari al fine di uniformare le procedure di certificazione dei prodotti ittici biologici, mediante la costruzione di un sistema di indicatori della qualità totale.

 

Dicentrarchus labrax (L.) – Spigola

 
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